‘Twin Peaks’ 2017: diversi colpi di scena

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Il ritorno. Siamo nel passato o nel presente? E comunque, agente Cooper ci rivediamo tra 25 anni. I tormentoni dell’avvio indicano che stavolta ci siamo davvero, ecco Twin Peaks 2017. Nella notte Sky Atlantic ha mandato (in originale con sottotitoli) i primi due dei 18 episodi del grande ritorno. Con David Lynch in regia e Mark Frost in complicità assoluta, tutto come allora ma 25 anzi 26 anni dopo. Vietati gli spoiler, ovvio. La versione doppiata in italiano andrà venerdì prossimo, intanto ci sarà anche stata la passerella a Cannes, dove in qualche modo il cerchio si chiuderà dopo aver stabilito da sempre che il mago Lynch, che era quello del cinema, allora rivoluzionò la televisione e adesso, salutato da tempo il cinema, torna con questa torrenziale operazione tv nel tempio del cinema mentre tutti discutono se tutto ciò sia legittimo.

La serie. Bene, ma com’è il nuovo TP? La prima impressione – tutta da confermare, diciotto episodi sono infiniti – è che Lynch e gli altri abbiano fatto finta che intanto il mondo delle serie tv, e spesso proprio nel segno di Twin Peaks, non siano andate avanti, oltre, ovunque. TP 2017 è davvero Lynch ed è come allora negli effetti speciali che faranno un po’ sorridere molti, nella suggestione aliena che attraversa ogni episodio, nel passo di acuta lentezza con cui si svolgono le trame: che si intrecciano all’inverosimile, forse quelle base sono tre ma c’è caso che ne sia sfuggita qualcuna. L’incubo è intatto, solo più sanguinoso. L’agente Cooper, in preda al diavoletto Bob che va e viene, attraversa i primi due episodi con efferatezza assoluta e per l’occasione è acconciato e abbigliato come John Travolta in Pulp Fiction. La violenza scatta spesso e volentieri e tutto appare più dark e ossessivo – forse qui c’è l’unico cambiamento – in molte scene. C’è un magnifico (diciamo) omicidio misterioso in camera di condominio, ma si scappa sempre e subito altrove: per esempio nel luogo dove è custodita una micidiale scatola trasparente che innesca le peggio cose.

Il cast. E c’è anche Laura Palmer, invecchiata giusto di 25 anni, e c’è il vicesceriffo e c’è la Loggia Nera e così via. Ma tutto è mescolato all’inverosimile, fatto apposta per scatenare la Rete dove già da ore si trova tutto e il contrario di tutto, tra esperti che si lamentano del TP troppo nuovo e quelli che dicono che invece si è rimasti troppo prigionieri del passato. Tra cadaveri scomposti come in un puzzle, vortici che ti portano via – letteralmente, e sono davvero piuttosto antichi come metodo – e passaggi da America di provincia che sappiamo bene a cosa possono portare.

 

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Trentatreenne salernitana, con così tanti sogni nel cassetto che è stato necessario costruire una cabina armadio per contenerli tutti! Si occupa di comunicazione, informazione e formazione. Ha fondato la web agency Ok Comunicare ed è appassionata di letteratura, cinema, fotografia, decoupage. E' giornalista pubblicista e in costante aggiornamento circa le dinamiche evolutive legate ai social network sites.
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